Ritorno al Bosco dei 100 Acri: quando Disney e doppiaggio Italiano creano un vero capolavoro

Ritorno al Bosco dei 100 Acri: quando Disney e doppiaggio Italiano creano un vero capolavoro

«Sciocco di un orsetto… Non mi dimenticherò mai di te, lo giuro, nemmeno a 100 anni!»

Eppure lo ha fatto. O perlomeno, lo ha abbandonato. Christopher Robin ormai è cresciuto, ha una moglie e una figlia, e sono anni che non torna più al Bosco dei 100 Acri. Winnie Pooh lo aspetta comunque pazientemente, per un orso di pezza il tempo è relativo… ma un giorno tutti i suoi amici sembrano essere spariti da quel magico posto, e allora è costretto a cercare il suo vecchio amico umano.
E lo trova, grazie a un albero, a Londra… Superata la sorpresa, Christopher vorrebbe mandarlo via, al pari della sua famiglia ormai molto distante da lui, per continuare a lavorare in pace. Ma stavolta è diverso, il suo migliore amico di tanti anni fa forse lo farà tornare la bella persona che era un tempo…

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Quando sono usciti i primi trailer che mostravano tutta questa sinossi, era lecito pensare che questo nuovo film di Marc Foster (Neverland – Un sogno per la vita) potesse essere considerato come una decisa risposta a “Vi presento Christopher Robin” (lungometraggio non solo uscito l’anno scorso ma ideato ben cinque anni prima, e dalla ancor non Disneyana Fox).
Del resto, l’ultimo film di Simon Curtis (Woman in Gold) raccontava la vera storia dietro il successo editoriale di Winnie The Pooh. Il vero Christopher Robin non era certo felice come la sua controparte animata nel Bosco dei 100 Acri, almeno non dopo aver provato sulla sua pelle tutti i lati negativi del successo. Devastato a tal punto di decidere di arruolarsi nella Seconda Guerra Mondiale, una volta tornato a casa decise di ritirarsi a vita privata, rinunciando ai redditizi diritti d’autore del padre Alan Alexander Milne. Una coraggiosa scelta di coerenza che dunque potrebbe essere stata infangata con questo nuovo live-action? Purtroppo né Milne ne Robin sono ancora vivi per poter dire la loro, e possiamo giudicare questo live-action in buona fede almeno per un motivo: non è biografico, ma semplicemente un fantasy.

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Il Christopher Robin interpretato da Ewan McGregor è decisamente un personaggio diverso da quello storico, infatti fa Robin di cognome e non Milne, e in questo film suo padre muore molto prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale. È dunque a tutti gli effetti la versione umana del bambino animato che abbiamo visto in onda, tra cinema e tv, dal 1966 al 2011, e questo spiega il fatto che non è sorpreso più di tanto quando vede un orsetto di pezza parlare e interagire con lui.

Il viaggio di Christopher con Winnie, da Londra al Sussex per arrivare al Bosco dei 100 Acri, rende questo film forse il più bel live-action Disney dai tempi di Saving Mr. Banks. Accostamento per nulla causale questo con il capolavoro di John Lee Hancock: Robin è anche lui un signor Banks che deve essere salvato, ha bisogno della sua Mary Poppins, in questo caso tutti gli abitanti del Bosco dei 100 Acri, per ricordargli non solo quanto era bella l’infanzia con loro, ma anche di non dare più per scontata la sua bellissima famiglia.

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Una storia simpatica, dolce e formativa resa indimenticabile da un elemento in particolare: il doppiaggio, forse mai così prezioso, almeno per un prodotto Disney, come stavolta. Perché se nella versione originale l’unico doppiatore dei cartoni animati ad avervi partecipato è Jim Cummings, voce di Winnie e Tigro dal 1988, qua nel nostro Paese siamo davvero fortunati, perché ci sono ancora quasi tutti, e per una fortunata coincidenza, che ha bisogno di essere approfondita.
La prima volta che abbiamo visto Winnie e i suoi amici comparire sullo schermo è stata in occasione della distribuzione dei cortometraggi Winny-Puh l’orsetto goloso” (1966), Troppo vento per Winny-Puh” (1968) e “Tigro e Winny-Puh a tu per tu” (1974), che nel 1977 sono stati uniti, con l’aggiunta di pochissime scene, ne “Le avventure di Winnie Pooh”, il 22° Classico Disney.
Un lungometraggio però da noi arrivato solo nel 1997, e dunque ridoppiato ex-novo, seppur mantenendo i testi del leggendario dialoghista doppiaggio Roberto De Leonardis.
Nel 1997 avevamo Michele Kalamera come narratore, Marco Bresciani/Winnie, Paolo Buglioni/Hi-Oh, Massimo Corvo/Uffa, Aurora Cancian/Kanga… e ce li abbiamo anche in questa occasione, così come Luca Biagini/Tigro e Luca Dal Fabbro/Pimpi sono dentro questi personaggi fin dal 1999 (nelle precedenti occasioni erano doppiati dai grandiosi e ancor in attività Gil Baroni e Fabrizio Vidale).
Personaggi come Roo e il bambino Christopher Robin hanno invece giustamente subito tantissimi ricambi generazionali dopo essere stati doppiati 20 anni fa dai giovanissimi Elena Perino e Lorenzo De Angelis: infatti in questa occasione è toccato ad altrettanti promettenti giovani leve come Valeriano Corini e Diego Follega (quest’ultimo poi è stato Christopher Robin anche nel live-action della Fox),
E per quel che riguarda i doppiatori degli attori in carne e ossa? Oltre ai sempre eccellenti Ilaria Latini (Hayley Atwell/Evelyn Robin) e Franco Mannella (Mark Gatiss/Giles Winslow) abbiamo un Massimiliano Manfredi poetico come Owen Wilson in “Midnight in Paris” nel dare la voce a Ewan McGregor.
Menzione finale per un altro veterano di tutti i film della saga di Winnie the Pooh, ma non di questo, purtroppo:
Valerio Ruggieri, voce storica del coniglio Tappo, ci ha lasciati nel 2015 ad 81 anni, e la sua pesantissima eredità è stata raccolta in maniera perfetta da un doppiatore altrettanto maestoso come Oliviero Dinelli.

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Paragrafo lungo e corposo, ma necessario. Non è solo bello sentire le stesse voci sugli stessi personaggi dopo tanti anni, ma queste sagge scelte di casting, per cui dobbiamo ringraziare lo storico direttore di doppiaggio Leslie La Penna, insieme alla dialoghista Laura Giordani, ai testi italiani di Lorena Brancucci, e tutto lo staff della Royfilm, hanno fatto sì che si mantenesse vivo lo spirito italiano di questo mondo.
“Sciocco di un orsetto”, “Oh, rabbia!”, Ventodì, Efelanti e Noddole… il lascito di De Leonardis che ancora oggi ci fa commuovere, sognare e divertire.

Cos’altro possiamo dire su questo vero capolavoro Disney, oltre che è disponibile al cinema per tutti in Italia dallo scorso 30 agosto?
Che se non avete ancora visto nulla dei lungometraggi o cortometraggi animati sugli abitanti del Bosco dei 100 Acri, prima di fiondarvi nel buio della sala vi consigliamo caldamente di recuperare almenoLe avventure di Winnie the Pooh”. Perché vi sarà fondamentale, non solo per apprezzare il nostro grande doppiaggio, ma anche per conoscere le personalità di questi deliziosi personaggi, e intravedere le tantissime citazioni e déjà-vu risalenti a quel lontano 1977… e non andate via subito dalla sala, perché durante i titoli di coda potete gustarvi un’altra storica perla Disneyana al 100%!

Valerio Brandi

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